La storia di Danilo Restivo

Il libro parla di Danilo Restivo, detto “il parrucchiere” per la sua mania di tagliare i capelli alle donne, balzato alla cronaca dopo         il ritrovamento del corpo di Elisa Claps nel sottotetto della                 chiesa della Santissima Trinità a Potenza, a 17 anni dalla                 scomparsa della ragazza avvenuta il 12 settembre 1993.

                  Ma, in bilico tra cronaca, inchiesta e un ricorso alla                               narrativa per la ricostruzione dei profili psicologici,                               lo fa partendo dal “versante inglese” di questa                                   vicenda, seguito dall’autore come inviato del                                           tg5 e unico giornalista italiano presente alle                                       udienze del giudizio che si è celebrato alla                                         Corte di Winchester da maggio a giugno                                             2011.

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Nella storia di Danilo Restivo ci sono tre certezze.

 

Che Elisa Claps fu uccisa il giorno stesso in cui fu strappata alla sua famiglia e al suo sorriso con il quale tutti abbiamo dovuto conoscerla. Che quello che adesso è l’assassino anche per la giustizia, oltre che per i sospetti che lo hanno accompagnato da subito e lungo 18 anni, aveva dato e ha continuato a dare ampie manifestazioni del suo modo di “amare” le donne, prima di essere fermato. La terza certezza riguarda il ritrovamento del cadavere. Su questo punto le indagini sono ancora in corso. Il corpo di Elisa Claps nel sottotetto non è stato scoperto il 17 marzo 2010, come hanno voluto farci credere. Ma prima.

 

Almeno due mesi prima. E’ l’ultimo depistaggio. Il più “inquietante”. A definirlo così è il giudice per le indagini preliminari Franco Attilio Orio. Un depistaggio in cui si inseriscono le bugie della Chiesa. Ma è solo la superficie di questo stagno nero. Se non è certo, è quanto meno altamente probabile che quella terribile verità fosse a conoscenza anche di apparati investigativi e informativi dello Stato. Chi sapeva? Da quanto tempo? E a quali ricatti è servito il silenzio?


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La Ccrc (Criminal Cases Review Commission), la speciale commissione inglese per la revisione dei processi, ha riaperto il caso di Omar Benguit, in carcere da 10 anni per l'omicidio della studentessa sud coreana "Oki" Shin. Ora anche per questo delitto si indaga su Danilo Restivo, detto il "parrucchiere", condannato per l'omicidio di Elisa Claps e per aver ucciso la vicina di casa Heather Barnett, a Bournemouth, nel Sud dell'Inghilterra.
Oki fu pugnalata di notte per strada. Un altro giorno 12. ll 12 luglio 2002, nel quartiere di Charminster dove Restivo era arrivato da poco. Omar Benguit è stato ritenuto l'assassino di Oki e condannato all’ergastolo alla fine di un iter processuale molto anomalo. Per due volte la giuria non era stata in grado di raggiungere un verdetto per l'inattendibilità dei testi dell'accusa, prostitute e tossicomani.

La riapertura del caso si basa su diversi elementi. Da alcune ciocche di capelli che sarebbero state tagliate anche a Oki. Alle notizie su Restivo fornite dalla polizia italiana e ignorate da quella inglese. Da oltre un anno i familiari di Benguit chiedono che siano esaminate le analogie fra i tre delitti.
La Ccrc tramite l’Interpol, l’organismo che garantisce la collaborazione fra le forze di polizia, ha chiesto alle autorità italiane di trasmettere tutti i casi in cui è stato coinvolto Restivo in Italia. Compresi dunque i tagli di capelli a donne e ragazze. Un’altra parte del rebus. Nella mano di Heather Barnett il killer lasciò un ciuffo di capelli.
Di una persona mai identificata.


Un libro che ha fatto la storia. Ritorna


di Pierangelo Maurizio

 

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